Capolinea

Ciao piccola anima,

ti ho scritto una lettera all’inizio della nostra conoscenza e provo a riempire questo bianco terrorizzante con qualche parola ora che siamo al capolinea del nostro viaggio.

Avrai imparato che a parlare non sono molto brava. O meglio, pensavo di esserlo, invece in questo frangente ho scoperto quanto mi sia difficile comunicare con te senza poterti vedere. Il papà è più diretto in questo, lo sai, io ho bisogno di qualche filtro in più, come carta e penna.

Abbiamo affrontato un bel percorso intenso, tutti e tre. Mi sono dovuta confrontare con le mille categorie mentali che non sapevo nemmeno di avere in testa. Paure nuove e insicurezze antiche riesumate da chissà quali eventi passati.

Non sai quante volte uscita dall’ospedale con in testa nozioni, liste di oggetti “indispensabili” e consigli non richiesti, mi sono ritrovata a girovagare tra i reparti maternità senza comprare nulla. Rintontita tra taglie di pannolini e mille tipologie di ciucci, ci ho passato diverso tempo. Forse per darmi sicurezza, forse l’idea di avere tutto sotto controllo mi fa sentire più pronta. In realtà una volta tornata a casa mi ritrovavo solo più confusa, ma forse è stato un modo per esorcizzare il mistero della vita.

E la cosa più curiosa sai qual è? Che avrei pensato di essere più pronta, arrivata a questo punto. Hai scardinato tante mie certezze mentali e illusorie.
Ho imparato che “dovere” non coincide con “essere”. Spesso ho pensato di dover essere in un modo, di dover dimostrare qualcosa a me stessa e a chi mi sta intorno oppure semplicemente di dover essere una mamma perfetta senza dimenticare di essere donna, moglie ecc. Io per ora mi sono riscoperta figlia prima di tutto di Dio – e mi sembra un buon punto di partenza.

Visto che sarai donna anche te, voglio dirti che la nostra missione più alta è l’accoglienza. A partire dal nostro corpo. Da questo punto di vista pensavo di aver fatto tombola perché mi sento molto brava ad ascoltare gli altri e ad accoglierli quando ne hanno bisogno.

Ma per accogliere bisogna fare spazio, è necessario decentrarsi. E finora non avevo mai fatto tanto spazio a qualcuno come lo sto facendo per te. Ascoltavo gli altri dall’alto di una posizione privilegiata e comoda che mi teneva sempre in equilibrio, sicura di non scivolare.

Adesso invece di equilibrio ne ho ben poco. Innanzitutto perché non so nemmeno dove sia finito il baricentro del mio corpo e poi perché sento che non controllo un bel niente. Non posso nemmeno decidere quale debba essere la tua posizione nella mia pancia, figuriamoci poi tutto il resto.

Eh sì, capoccetta nostra, mi sembra che mentre sei dentro di me sia difficile “gestire” la tua vita, ma forse va così per ricordarmi che anche fuori lo sarà. Perché non sarò chiamata a “gestirti”, ma forse solo a contribuire a farti essere ciò che sei.

Se è vero che molte sono state le categorie mentali da scardinare è anche vero che oggi sono più consapevole per accogliere le mie fragilità. Anche questo fa parte della nostra missione. Se ci soffermiamo troppo sulle immagini di donne perfette che si accarezzano teneramente la pancia ci scordiamo che non è quello il punto di tutta questa esperienza.

Non quando sono rientrata nei chili previsti, ma ogni singola volta in cui il papà mi ha aiutata ad allacciare le scarpe o quando non sono stata capace di alzare un peso o di parlare in modo arguto, allora portavo a termine questa missione. Mi decentravo un po’ per fare spazio a te.

Piangere per la paura dell’ignoto che verrà mi aiuta ad affidarmi a Qualcuno che non ci abbandonerà mai, che ci ha condotti fino a qui e che ora sul più bello non mancherà del Suo Amore. Il mistero della vita è troppo grande per essere contenuto in un’anima sola, ecco perché siamo in tre. Miracolosamente ho imparato che da sola non posso. E va bene così!

Come dice il tuo zio psicologo, la paura, se non ci lasciamo bloccare, può diventare nostra amica. Innanzitutto perché, se accolta, diventa una risorsa nei momenti decisivi. Se abbiamo paura significa che siamo vivi e non rischiamo di trasformarci in semplici componenti di una società che troppe volte ci vuole equilibrati e correttamente posizionati al centro della nostra esistenza – perfettamente e rigorosamente in linea con i target previsti.

Piccola anima, ora che sono un po’ decentrata e svuotata sono pronta a conoscerti. Non avere paura, facciamoci coraggio insieme. Dobbiamo però mollare la presa, te sei pronta? Se sbaglieremo la taglia dei pannolini non succederà nulla. Il papà sta già ridendo all’idea di ritrovarsi con due donne in casa, non sai quanto ci divertiremo.

La tua mamma

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