Un piccolo sì

Ci ho messo una vita a riprendere il pc in mano, lo so. Ogni giorno che raggiungeva la sua fine senza contare una sola parola scritta ha fatto sì che la mia mente diventasse il nido delle parole perdute e che le note del mio cellulare si ritrovassero improvvisamente svuotate. Quasi a dire “ti sei scordata di noi?”.

Da un altro punto di vista però, mi sono ricordata di me. Non sono entrata in una sorta di mutismo totale, forse selettivo sì. Molte volte ho messo in muto il cellulare, i social, il pc, la casella delle e-mail, perfino i libri. Ma ho alzato il mio volume. La mia testa si è fatta carico di tutte quelle parole. Quelle che avevo bisogno di depositare in me, di lasciar decantare in un piccolo spazio che fosse solo privato, mio. Che da nessun punto si potesse sbirciare.

Per questo motivo ho deciso di fare il test di gravidanza da sola. Di pomeriggio, nel bagno di un centro commerciale. Che poi si dice di farlo la mattina. Ma sapevo che mi avrebbe dato comunque la risposta. Non l’ho condiviso con nessuno quel momento lì, nemmeno con chi fin da subito ne avrebbe portato il carico con amore e responsabilità. Non sento di dover chiedere scusa a mio marito, so che lui sa, che lui mi conosce e abbia compreso e rispettato quel mio piccolo spazio di “solitudine”. Mia figlia poi, avrebbe passato il tempo a picchiettare i suoi pugnetti sulla porta del bagno “toc toooooc”, privandomi della lucidità che mi era necessaria.

Avevo bisogno di osservare silenziosa e solitaria quella seconda linea che vivida è comparsa sotto ai miei occhi. Intrepida di farsi conoscere.

Quante cose già hai visto? Quanti pianti hai ascoltato? Quanti ragionamenti ti hanno già annoiato? E quante risate ti sei fatto in quel bagno lì? Sicuramente vedermi da fuori mentre mi dirigevo tremolante verso la macchina – ridendo con gli occhi pieni di lacrime – dev’essere stato uno spettacolo esilarante. Ora fa ridere anche me.

Sei già così consapevole. Ne sono certa. Perché vivere dentro di me in questo periodo dev’essere stata davvero un’esperienza formativa. Piena di slanci non sempre proiettati verso un obiettivo delineato, emotivamente instabile e, non mi è difficile ammetterlo, spesso sull’orlo di una crisi di pianto. In realtà non ci sono motivazioni precise. Semplicemente la Vita l’ho sentita più prepotentemente. Ci sono periodi che passano inosservati, quasi silenziosi, e altri di cui avvertiamo il peso e la durata, la frequenza e l’altitudine, in tutte le sfumature possibili.

Hai avuto il potere di togliermi le parole. Di lasciarmi a bocca aperta e completamente silenziosa. E, forse tu ancora non lo sai, poche persone riescono a lasciarmi senza parole. O meglio, io sento di dover sempre dire qualcosa. Vorrei non farmi mai sorprendere o cogliere impreparata. Non sai quanto io ci debba lavorare e tu in pochi istanti mi hai dato una grossa lezione. Non posso che ringraziarti.

Poi me le hai restituite. Limpide, chiare, felici. Quasi avessero subito un processo di “pulizia interiore”. Si sono liberate di tutte le paranoie che mi angosciavano e inasprivano i miei malumori. Ci sto provando. Sto cercando di metterle in fila su questa pagina bianca. Non è facile quando un nuovo modo di comunicare sembra essersi impossessato del tuo cuore e quando il tuo corpo diventa l’immeritata dimora di una nuova vita una seconda volta. Cerco di districarle quando voglio comunicarle a Tommaso e semplificarle quando mi rivolgo a Chiara, tua sorella.

Che tipa quella. Ti avrà già rimbambito abbastanza con i suoi schiamazzi, le sue chiacchiere sconclusionate, i suoi pianti – che quando ci si mette è impossibile non avvertire -, ma anche con i suoi goffi tentativi di darti i bacini e le carezze, con una dolcezza che è già commovente. Già lo fa. Già sa, dall’altezza dei suoi quindici mesi.

Tu sei un piccolo sì. Sei la risposta tempestiva e immediata che il tuo papà e la tua mamma si sono visti recapitare quando hanno provato timidamente a dire sì alla Vita. Sei già molto più forte, già molto più deciso, piccolo sì.

Noi proveremo a risponderti sempre con la stessa autorevolezza che hai tu e non vediamo l’ora di imparare a farlo con tutto l’Amore possibile.

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